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Archivio maggio, 2006 :

Messaggio di Viggo Mortensen in Perceval Press

sabato 27 maggio 2006

In Perceval Press un messaggio di Viggo Mortensen sull’ultima “trovata” dall’amministrazione americana.
Non aggiungo altro perchè la cosa si commenta da se.

“English Only” and/or English as
the one and only official language of the United States are concepts that are unrealistic, undesirable, prejudicial, wasteful, and totally irrelevant. They serve only as politically expedient public relations tools for many of our cynical legislators and supposed leaders. Business as usual these days, in other words. Distraction, disunity, deceit, and dismemberment of democracy continue to reap dividends for the ruling elite and further damage our society.

Speaking of which, Ken Lay and Jeffrey Skilling of Enron piracy and corruption fame will apparently do some time. They got off lightly in Houston, considering the scope of their misdeeds, but not scot-free like their powerful cohorts and facilitators, including Dick Cheney, George W. Bush, Arnold Schwarzenegger, Phil Gramm, Tony Blair, the Arthur Andersen company, and various other accounting firms, banks, and Neo-Conservative elites. Their devastating crime of defrauding California out of some 9 billion dollars — as well as ripping off taxpayers in Texas and other states through their utilities scams, influence peddling, and farcical accounting practices — have gone unpunished and unaccounted for. Neither have they nor any of the implicated political elite been taken to task for their far-flung international racketeering. Credit is due to former California governor Gray Davis, who publicly denounced Enron’s practices as piracy, and unsuccessfully demanded California be reimbursed for the 9 billion that company took the state for. While he took the fall for the costly scam’s fallout, and was unfairly pushed out of office, those who enabled Enron’s power market manipulations, including Arnold “The Governator” Schwarzenegger took the reins of power and whatever money was to be had. Please vote for responsible politicians this June and this November. – v.m.

© Viggo Mortensen

Traduzione del discorso alla SLU

giovedì 25 maggio 2006

Ho cercato di tradurre al meglio, per quanto me lo consente il mio limitato inglese, il discorso pronunciato da Viggo alla St. Lawrence Univerisity. Chiedo scusa per eventuali errori o inesattezze, e ringranzio romarie per la collaborazione.

Grazie per avermi incluso tra i distinti insigniti di quest’anno alla Laurea ad Honorem insieme a Barb Tewksbury, Dick Gilbert e Frank Piskor. È un particolare privilegio per me tenere questo discorso ai neo laureati della St. Lawrence e alle loro famiglie. Congratulazioni a tutti voi. Un saluto speciale va a quelli di voi che, come me, vengono da licei del North Country.

Oggi anche i miei genitori sono qui, e gradirei porgere loro le dovute scuse pubbliche. Ventisei anni fa, fui l’unico laureando a non indossare il berretto e la toga, con sommo dispiacere di mia madre. Per far breve una storia lunga e non molto eccitante: il motivo che mi spinse a questo comportamento fu che, come alcuni dei miei compagni di classe, mi preoccupavo per quello che noi giudicavamo ingiuste condizioni lavorative del fabbricante dei nostri berretti e toghe . Di conseguenza, molti fra noi decisero di mettere in atto una protesta silenziosa portando fasce bianche al braccio invece di indossare i berretti e le toghe. Sono sicuro che gli altri scelsero comprensibilmente di non compiere questo gesto simbolico perché volevano evitare di offendere o di mancare di rispetto alle loro famiglie e a questa università. Il nostro presidente e laureato ad honorem di oggi, il Dott. Frank Piskor, così come il nostro oratore, il Senatore (Daniel Patrick) Moynihan di New York, sembrarono solamente un poco confusi dalla mia breve, apparizione sul palco e dal suo incomprensibile svolgimento. Sono sicuro che il Senatore non aveva idea del perché tolsi la fascia bianca dal braccio e gliela porsi quando ritirai il mio diploma. Probabilmente pensò che era una specie di burla da confraternita.

Mentre mi pento per l’imbarazzo che posso aver provocato alla mia famiglia.- ed anche se mi sentii un po’ sciocco quando capii che ero l’unico a presentarsi senza berretto e toga- non mi pento del gesto o del sentimento che lo ha ispirato. Non metto in discussione il comportamento di coloro che furono trattenuti dal buonsenso e non si unirono a me quel giorno, e non sto rivendicando una più alta morale. Quello che sto tentando di dire, in modo indiretto, è che “attivismo” non è una brutta parola. Molto è cambiato in questo paese e nel mondo dal 1980, ma il valore di una cittadinanza attiva è più importante che mai. Vale sempre la pena di tentare seriamente ad interessarsi a persone e problemi fuori del proprio limitato ambito personale. La mia istruzione nelle discipline umanistiche al St. Lawrence mi ha dato così tanto, e per questa sono grato. Forse la più importante lezione che mi è stata impartita in questa università è quella di ricordare che, citando Thomas Paine, ” il mio paese è il mondo, e la mia religione è fare del bene.” Forse alcuni genitori nel pubblico, in considerazione dell’alto costo dell’istruzione, penserebbero che questo tipo di istruzione è alquanto costosa. Io credo, tuttavia, che la mancanza di tale istruzione a lungo andare può essere molto più costosa per la società.

Quando il comportamento intenzionalmente disonesto ed egoista diventa in modo crescente la norma per molti di coloro che occupano alte cariche politiche negli Stati Uniti, sono individui profondi come voi, membri della Classe 2006, che possono aiutare a rigenerare il logoro tessuto morale della nazione con il vostro esempio personale. Sia che vi consideriate come cosiddetti “liberali”o “conservatori” o di qualsiasi altro credo politico – o di nessuno – voi ora, in virtù della vostra istruzione umanistica, dovreste essere qualificati per fare domande intelligenti e non dovreste essere intimiditi o oppressi da discussioni assurde, anche se sembrano convincenti da come sono presentate. Questo chiaramente vale anche per i cittadini laureati fuori dagli Stati Uniti. Certamente non vi sto dicendo di correre a dar fuoco al Municipio, e non è necessario prendere parte a una protesta pubblica. Semplicemente mi faccio promotore del vostro tentativo di essere cittadini consapevoli. Non abbiate mai paura di chiedere, “perché?”, o come fanno la maggior parte dei bambini piccoli, ripetete la domanda finché non avrete una risposta soddisfacente. Menti curiose sono essenziali in una società sana, e per fare della vita una forma d’arte. Chiedo scusa a chi ha studiato il Latino per la mia pronuncia, e vi propongo il seguente epigramma:

“Ducunt volentum fata, nolentum trahunt.”

Per chi non ha studiato il Latino tradotto è: “Il fato guida chi vuole lasciarsi guidare e trascina chi non vuole “. O, se preferite l’avvertimento di un greco, Platone disse una volta che “Uno degli svantaggi del rifiutare di partecipare alla vita politica è che si finisce per essere governati dai propri inferiori.” La recenti elezioni, i risultati le susseguenti nomine politiche in questo paese sembrano confermare questo ammonimento.

Poiché sto promovendo tanto l’impegno socio-politico – come i Professori Wells e Hinchman, fra altri, mi insegnarono a fare qui alla St. Lawrence – quale specifico problema vorrei portare alla vostra attenzione? In onore del mio nonno materno, il rispettato oculista Dott. Walter S. Atkinson che ha ricevuto una laurea ad honorem dalla St. Lawrence nel 1958, – l’anno della mia nascita – vi chiedo di riflettere sullo stato pietoso del sistema di assistenza sanitaria di questo paese.

Secondo la rivista Health Affairs , gli Stati Uniti nel 2003 hanno speso per l’assistenza sanitaria pro capite due volte e mezzo di più di quanto si spende in media negli altri paesi industrializzati, e si trova almeno una dozzina di anni indietro rispetto a tutti gli altri paesi industrializzati nell’adottare la registrazione elettronica dei dati sanitari. Proprio la settimana scorsa, uno studio della rivista dell’Associazione Medica Americana riporta che, nonostante il costo dell’assistenza sanitaria per ogni persona sia quasi il doppio di quello dell’Inghilterra, gli americani, senza distinzioni di reddito, hanno più diabete, malattie cardiache, problemi respiratori e molte più altre malattie degli inglesi.*

Il fatto che milioni di americani non possono permettersi un’assicurazione sanitaria e quindi non si sottopongono a controlli medici regolarmente, è da biasimare solo in parte. Se cerchi di risparmiare a breve non controllando regolarmente la tua macchina, scoprirai che alla fine non funzionerà bene, e andrai incontro ad una spesa maggiore per tentare di risolvere la situazione. Lo stesso vale per il corpo. La mancanza di volontà politica e di una guida sono le ragioni per cui il nostro sistema di assistenza sanitaria non si è evoluto e non ha tenuto il passo degli altri paesi industrializzati- e non per problemi logistici, come molti politici e industrie sanitarie vorrebbero farvi credere. Un recente sondaggio del Washington Post/ ABC News ha scoperto che l’80 % degli americani ritiene che l’assistenza sanitaria per tutti sia molto più necessaria che non la riduzione delle tasse. Questo non viene evidenziato molto nei discorsi politici a Capitol Hill o dalle industrie sanitarie. Le industrie farmaceutiche e le società che si occupano di assicurazioni sanitarie negli U.S.A, ottengono enormi profitti da farmaci venduti a prezzi esosi, dalla burocrazia superflua e da altre inefficienze.*

Fra gli insegnamenti più riveriti da qualsiasi religione o codice spirituale e morale, inclusi quelli attribuiti a Gesù Cristo, c’è quella che ammonisce a prenderci cura dei meno fortunati fra noi. Questa lezione pare che non sia stata ascoltata da tutti quelli che si occupano di assistenza sanitaria e delle società di assicurazione, e, per dirla tutta, dai politici che fanno dichiarazioni poco caritatevoli ed ostruzioniste. La cosa più irritante è che gli stessi politici regolarmente proclamano i loro valori cristiani come distintivi di onore e di elegibilità.

I medici come mia cugina, Margot Remington di Watertown, New York, sono messi continuamente in difficoltà da questa situazione. Non possiamo aspettarci che, i loro occasionali atti di generosità verso pazienti che non possono permettersi le cura necessarie, e malgrado la mole soffocante di scartoffie inutili,possano supplire alle serie mancanze del nostro antiquato e, per la maggior parte di americani, costoso in modo proibitivo, sistema di assistenza sanitaria.

Non si può essere cittadini i mentalmente attenti, positivi e impegnati attivamente se ci si deve preoccupare costantemente di evitare la rovina finanziaria, non occupandosi o negando completamente a se stessi e ai propri dipendenti l’assistenza medica necessaria. Voi potete, se volete, come individui informati, fare qualcosa – anche se poco – per portare all’attenzione questo importantissimo problema nelle vostre comunità. Spero che vi occuperete in qualche modo di questo problema, perché prima o poi ci toccherà tutti. Come scrisse il poeta W.H. Auden :

”Non c’è nulla come lo Stato
E nessuno esiste da solo;

la fame non dà nessuna alternativa
al cittadino o alla polizia;

Dobbiamo amarci l’un l’altro o morire.”

Auguro a tutti una splendida estate, e vite esemplari come cittadini del mondo. Buona Fortuna.

© Viggo Mortensen

* Fonte: Noam Chomsky, Failed States

Nuovo video della St.Lawrence University

giovedì 25 maggio 2006

Ecco il video della St.Lawrence University del discorso di Viggo Mortensen


© St. Lawrence University

Il Dr. Viggo Mortensen

domenica 21 maggio 2006

Oggi Viggo Mortensen ha ricevuto la Laurea ad honorem dalla sua Alma Mater la St. Lawrence University che lo ha laureato “Doctor of Arts“, riconoscimento del resto meritatissimo vista la poliedricità di Mortensen in campo artistico e l’altissima qualità del suo lavoro.

Ed ora la parola al Dr. Mortensen

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Thank you for including me in the distinguished company of this year’s other honorary degree recipients, Barb Tewksbury, Dick Gilbert and Frank Piskor. It is a particular privilege to address my soon-to-be fellow St. Lawrence graduates and their families. Congratulations to you all. A special salute goes to those of you who, like me, came from North Country high schools.

My parents are also here today, and I’d like to offer them an overdue public apology. Twenty-six years ago, I ended up being the lone graduating senior not wearing the cap and gown, much to my mother’s dismay. To make a long and not very exciting story reasonably short: My motive for doing this was because, like some of my classmates, I was concerned about what we felt were unfair labor practices by the manufacturer of our caps and gowns. Consequently, several among us decided to make a silent show of protest by wearing white armbands in lieu of our caps and gowns. I’m sure that others understandably chose not to go through with this symbolic gesture because they wished to avoid the risk of offending or disrespecting their families and this university. Our president and today’s posthumous honoree, the late Dr. Frank Piskor, as well as our commencement speaker, the late Senator (Daniel Patrick) Moynihan of New York, seemed only mildly puzzled by my brief, inexplicably unrobed appearance onstage. I’m sure the senator had no idea why I removed my white armband and handed it to him as I collected my diploma. Probably he thought it was some kind of fraternity prank.

While I regret any embarrassment I may have caused my family – and although I did feel a bit foolish when I realized I was alone in showing up without cap and gown – I do not regret the gesture or the sentiment behind it. I don’t in any way question those whose common sense kept them from joining me that day, and I am not claiming any moral high ground. What I’m trying to say, in a roundabout way, is that activism is not a dirty word. Much has changed in this country and the world since 1980, but the value of active citizenship is greater than ever. Making an earnest attempt to connect with people and issues outside of one’s own limited personal circle will always be worthwhile. My liberal arts education at St. Lawrence taught me as much, and for that I am grateful. Perhaps the most important lesson I received at this university was to try and remember that, to quote Thomas Paine, “my country is the world, and my religion is to do good.” Perhaps some parents in the audience, considering the high cost of tuition, might feel that this sort of education is pretty damned expensive. I believe, however, that the lack of just such education can prove to be a lot more expensive for society in the long run.

When calculatedly dishonest and self-serving behavior is increasingly becoming the norm from many of those holding high political positions in the United States, it is thoughtful individuals such as you, the members of the Class of 2006, who can help mend the frayed moral fabric of the nation by your personal example. Whether you see yourselves as so-called “liberals,” “conservatives” or some other political persuasion – or none at all – you now, by virtue of your liberal arts education, ought to be qualified to ask intelligent questions and not be intimidated or stifled by unreasoned argument, not matter how forcefully it is presented. This, of course, goes for you non-U.S. citizen graduates as well. I’m certainly not asking anyone to run out and burn down City Hall, or to necessarily engage in any overt protest. I simply advocate your continuing to explore being involved citizens. Don’t ever be afraid to ask the question, “why?,” or as most small children do, to repeat that question as many times as you receive an unsatisfactory answer. Inquiring minds are essential to a healthy society, and to making an individual art out of living. With apologies to any Latin scholars for my pronunciation, I offer the following epigram:

“Ducunt volentum fata, nolentum trahunt.”

For non-Latin scholars, that translates as: “Fate leads those who are willing. The unwilling it drags.” Or, if you prefer your words of warning from a Greek, Plato once said that “One of the penalties of refusing to participate in politics is that you end up being governed by your inferiors.” Recent election results and subsequent political appointments in this country seem to bear that admonishment out.

Since I’m making such a point of promoting socio-political engagement – as Professors Wells and Hinchman, among others, taught me to do here at St. Lawrence – what specific issue can I leave you consider? In honor of my maternal grandfather, the respected ophthalmologist Dr. Walter S. Atkinson, who received an honorary degree from St. Lawrence in 1958 – the year I was born – I ask you to reflect on the sorry state of this country’s health care system.

According to the journal Health Affairs, the U.S. spent two and a half times more per capita on health care for its citizens than the average industrialized country did in 2003, and it lagged at least a dozen years behind all other industrialized countries in adopting electronic health records. Just last week, a study in the journal of the American Medical Association reported that, although our per-person health care cost is nearly double that of England, Americans, regardless of income, have more diabetes, heart disease, respiratory problems and many other diseases than do the English.*

The fact that millions of Americans cannot afford health care insurance and therefore do not seek regular necessary medical attention surely is partly to blame. If you try to save money in the short term by not regularly servicing your car, you will find that it won’t function very well in the long term, and that you will incur great expense trying to fix the situation. The same goes for your body. Lack of political will and leadership is the reason our health care system has not evolved and kept apace of those other industrialized countries – not logistics, as many politicians and health care industry lobbyists would have you believe. A recent Washington Post/ABC News poll found that 80 percent of Americans regard universal health care as more important than holding down taxes. You don’t hear this reflected much in political discourse on Capitol Hill or by the health care industry. Enormous profits go to drug companies, private medical administration businesses and insurance companies in the U.S.A., from overpriced drugs, superfluous bureaucracy and other inefficiencies.*

Among the most revered of teachings in any religion or spiritual code of ethics, including those attributed to Jesus Christ, is the admonition to care for the least fortunate among us. This lesson seems to have gone unheeded by any in the health care and insurance business, and, most tellingly, by the politicians who do their often uncharitable and obstructionist bidding. This is especially galling in light of how many of these same politicians regularly trumpet their avowed Christian values as badges of honor and electibility.

Doctors like my cousin, Margot Remington of Watertown, New York, are constantly put in awkward positions by this state of affairs. They cannot be expected, through occasional acts of charity to patients who cannot afford needed care, and in spite of suffocating amounts of unnecessary paperwork, to make up for the serious shortcomings of our antiquated and, for most Americans, prohibitively expensive health care system.

People cannot be mentally focused, positive and actively engaged citizens if they are constantly worried that the only thing keeping them from financial ruin is to dangerously delay seeking or altogether deny themselves and their dependents necessary medical attention. You can, if you will, as informed individuals, do something – however little – to call attention to this most important problem in your own communities. I hope you will somehow get involved in this issue, because it one that sooner or later affects us all. As the poet W.H. Auden put it:

“There is no such thing as the State
And no one exists alone;
Hunger allows no choice
To the citizen or the police;
We must love one another or die.”

Here’s wishing you all a shining summer, and exemplary lives as citizens of the world. Go get ‘em.

© Viggo Mortensen

* Source: Noam Chomsky, Failed States

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